MARISA MARCONI
Le sculture di Marisa Marconi sono forme in evoluzione colte nell’attimo del loro rivelarsi, organismi che ancora mantengono il mistero di una identità sconosciuta, corpi che entrano a far parte dello spazio seguendo le pulsazioni della vita come carne chiamata ad esistere: eppure in queste presenze plastiche che paiono con il loro stesso manifestarsi voler contrastare la caducità dell’attimo esiste una duplice valenza. ì1 moto contrapposto, generato dal lento aprirsi del legno e dal suo improvviso contrarsi, altera infatti il pacato gioco chiaroscurale delle superfici che a tratti sembrano corrugarsi in modo aspro e lacerante mentre l’intera struttura si trasforma in simbolo ambiguo e inquietante della prima germinazione e dell’ultimo sospiro, della espansione vitale e della contrazione della morte. In questo ciclo continuo che è farsi e disfarsi della materia l’opera scultorea diviene dunque espressione dell’essere stesso dell’uomo, del suo bisogno di ritrovare il senso di un’esistenza compresa entro i confini di un inizio e di una fine, di un frammento vibrante e di un corpo ferito dalla corsa del tempo che tutto disgrega, distrugge e ricrea.

Mariastella Sguanci