Propone tele di un cromatismo dirompente, mirato a cogliere il movimento, il ribollire magnetico dell’interiorità, dove incerto è il confine fra luci ed ombre, tra forze primigenie e tensioni entropiche. Ogni pennellata si presta ad evocare un mondo a sé stante, dove micro e macro cosmo convivono in una intensa folgorazione, un drammatico, nembiforme, addensarsi di lacerate figure, di risonanze subliminali.

Giovanni Santori