IL TEMA PROPOSTO E GLI ARTISTI
La ridotta partecipazione di artisti a questa rassegna, dovuta principalmente al motivo precisato dal Presidente del Comitato promotore nella sua introduzione, ha lo svantaggio di non consentire una più estesa disamina di una pluralità di linguaggi espressivi alle prese con un tema inconsueto quale è quello proposto dai promotori della rassegna stessa.
Un tema certamente affascinante per i suoi contenuti umani e sociali, ma anche rischioso perchè può indurre allenfasi e alla retorica patriottarda. Daltra parte, la storia dellarte ci ha insegnato che il tema del ribellismo dogni tempo può essere affrontato, a prescindere dallangolo visuale in cui lartista si colloca, con una varietà di spessori espressivi veramente sorprendenti. Per restare ai tempi nostri, possiamo ricordare come il tema della violenza e della sopraffazione delluomo può essere rappresentato da un capolavoro carico di simboli e di richiami culturali quale è Guernica di Picasso, ma anche dalle elementari, ma ricche di pathos, figurazioni con cui un ex bidello di Pavullo nel Frignano, Gino Covili, ha dato volti e storia alla lotta partigiana nella sua terra.
Non faremo dunque il torto agli artisti partecipanti alla rassegna La Resistenza nel Piceno di sottoporli ad unanalisi severa per individuare, nelle loro opere, i punti di appoggio e quelli cedevoli della composizione, la solidità o meno del sostrato ideologico, la funzionalità o meno del tessuto cromatico; non lo faremo, anche perchè finiremmo per esprimere una graduatoria di valori la quale, non avendo ancora la Giuria prevista dal regolamento della rassegna manifestato il suo giudizio, sarebbe del tutto intempestiva.
Possiamo, invece, rilevare e sottolineare con compiacimento che il rischio di una sovraesposizione narrativa - definiamola così - è stato sfiorato in uno o due casi e che alcuni artisti hanno elaborato il tema proposto tenendo ben presente la situazione odierna del nostro Paese. Dal punto di vista strettamente tecnico-espressivo, i 18 artisti presenti alla rassegna possono essere situati, grosso modo, in tre gruppi fondamentali. Il più numeroso, quello che ha puntato maggiormente sulla evocazione dei luoghi e dei protagonisti, comprende i pittori Capponi, Fazzini, Marconi, Mariani, Romano, Santarelli, Ticchiarelli; un secondo gruppo, nettamente votato alla ricerca dei valori simbolici ed etici, comprende Bamonti, Latini, Marcolini, Pulcini, Solimando, Trapè; infine, gli artisti che hanno affidato ad un linguaggio sintetico e, talora, informale
- cioè, non didascalico - il compito di definire non tanto le situazioni, quanto gli stati danimo, la spiritualità - come avrebbe detto Kandiskij - che ne furono allorigine. Essi sono: Bolla, Cacciatori, Ercoli, Luciani, Testa.
Carlo Melloni
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