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Nelle sculture lignee di Marisa Marconi il vigore espressionista della materia connotata si coniuga spesso al non detto, al non direttamente espresso, ma tuttavia ugualmente leggibile. Nella storia della scultura l’esempio più noto è "La pietà Rondanini", ma non essendo, nel caso della Marconi, il tutto figurativo la mèta da raggiungere, le figure che, lentamente, ad una insistita osservazione, emergono dalle fibre lignee assecondate dall’artista, sembrano persino "trompe l’oeil". Questo accade anche perché l’artista ha assimilato la tradizione classica che, per quanto riguarda, in particolare, il rituale della "Deposizione", si basa su un impianto iconografico ricorrente. Ma il suo linguaggio è anticlassico. Ne sono prove la compenetrazione dei corpi (si veda anche, a maggior evidenza, "Bacio di Giuda"), come pathos e senso umano del possesso, e il considerare la materia soltanto l’elemento visibile e tangibile di un’idea o di una riflessione che appartengono al mondo della non materia. Carlo Melloni |